Ci siamo! Sta per iniziare il terzo capitolo di una rivalità che sta segnando l’NBA moderna. Abbiamo scelto per voi dieci giocatori, soffermandoci su come potranno decidere la serie. Curry contro Irving, Lebron contro Durant, non si può chiedere di meglio! Buone Finals a tutti.

Mai come quest’anno la stagione Nba è stata un semplice preliminare di una finale già scritta. Per la prima volta assistiamo alla terza sfida consecutiva tra le stesse franchigie, per la prima volta dal 1983 ci saranno ben sette All Star in campo (il campionato però era a 23 squadre). I Warriors lo scorso anno erano a un passo dalla doppietta sul 3-1, poi la rimonta storica di Cleveland. Dalle parti di Oakland non è andata giù a nessuno, e allora hanno preso Durant, uno che ha ancora la fame del ‘primo titolo’. Cleveland con la voglia di chi parte sfavorita, ma ancora più stimolata da una sfida che appare impossibile. E il Re non vorrà fare sconti a nessuno… Godiamoci lo spettacolo!

Zaza Pachulia

Il cambiamento più sostanziale nel rooster i Golden State Warriors lo hanno fatto proprio nel reparto lunghi. Oltre l’ovvia conferma di Dreymond Green, sono arrivati a sostituire Ezili e Bogut, Javal McGee e Zaza Pachulia. Pensate sia poco importante il contributo dei centri per la squadra di Kerr? Vi sbagliate di grosso: nella serie finale della scorsa stagione, in 7 partite Tristan Thompson è stato un’autentica spina nel fianco, portando a casa la bellezza di quasi 4 rimbalzi offensivi a partita. In una serie fisica, tesa, e per forza di cose molto accesa,  concedere nuovamente così tanti secondi tiri potrebbe essere fatale a Curry e soci. Il miglior amico di Popovich avrà già ‘affilato’ i gomiti? Staremo a vedere.

Nba Finals 2017: Il fallo ‘involontario’ di Pachulia su Leonard

Kevin Love

Non prendiamoci in giro, se Cleveland ha vinto il titolo lo scorso anno il merito NON è di certo il suo. Giocatore fenomenale tecnicamente, pulito, ma per vincere i titoli sotto canestro bisogna sporcarsi le mani. Nel 2016 per lui sei partite giocate di cui cinque da titolare, con una media di 26 minuti in cui ha portato a casa solo 8.5 punti, 6.8 rimbalzi e 1.3 assist, tirando con il 36% dal campo e il 26% da tre. Decisamente troppo, troppo poco. Dovrà combattere con la tensione di chi ha visto la sua squadra vincere nonostante il suo scarso contributo. Non è facile, ma è ora di tirare fuori gli… artigli!

Nba Finals 2017: Coach Lue catechizza Kevin Love

Andrew Iguodala

Qualcuno forse lo ha dimenticato: questo signore è stato l’MVP delle Finals 2014-2015. Proprio così, e nonostante sia arrivato Durant la sua importanza all’interno del sistema Warriors è ancora fondamentale. Difesa forte e la tranquillità di avere spazio in attacco per qualche giocata decisiva. Oddio tranquillità, per iniziare bisognerebbe togliersi dalla testa la stoppata di Lebron in gara 7 lo scorso anno…. In bocca al lupo Andrew!!!

Nba Finals 2017: La stoppata di Lebron su Iguodala in gara 7

JR Smith

Potrebbe essere ‘costretto’ a decidere questa serie. Sì, perché gli altri si sono rinforzati e sono belli incazzati, e lui ha dimostrato più volte in carriera di essere tecnicamente un giocatore da All Star Game. La testa lo sappiamo tutti che è quella che è, ma qualcosa sembra essere cambiato in lui. La parola giusta è serenità, che il Sixth Man of the Year 2013, deve aver trovato dopo il suo primo anello e (si spera) dopo la nascita della figlia Dakota. Staremo a vedere, e se dovesse vincere di nuovo, potrebbe concedersi ancora una festicciola a petto nudo. In ogni caso personaggio unico.

Nba Finals 2017: J.R. Smith in tutta la sua sobrietà

Stephen Curry

Steph non ha certo bisogno di presentazioni. Dietro la sua faccia da cerbiatto indifeso, il ragazzo riesce a nascondere gran parte delle sue emozioni, ma le Finals 2016 non devono essergli proprio andate giù. Sul talento non abbiamo nessun dubbio, ma riuscirà il numero 30 a non farsi prendere dalla voglia di spaccare in due le partite con le sue forzature? Dividere il campo con così tante stelle non è facile, specialmente per il suo gioco imprevedibile, ci vuole pazienza e bisogna restare sempre concentrati in difesa, anche perché dall’altra parte c’è un certo Kyrie Irving. In cerca di riscatto, non vediamo l’ora di vederlo all’opera…

Nba Finals 2017: Curry nelle Finals 2016

Kyrie Irving

Cleveland è la squadra di Lebron, ci mancherebbe altro ragazzi, ma giusto un annetto fa, quando la palla in attacco scottava e non poco, quando la stanchezza prendeva il sopravvento, l’uomo venuto da Duke University ha buttato dentro un canestro fuori da ogni logica. La storia insegna che anche il Re ha bisogno sempre di un ‘primo cavaliere’ in grado di fare delle giocate in attacco decisive (ricordiamo Ray Allen a Miami e la sua tripla dall’angolo contro San Antonio). Prima di queste Finals ha scaldato i motori con Boston, andando in crescendo di partita in partita, con giocate ubriacanti dal palleggio. Sembra abbia acquisito ulteriore consapevolezza nei propri mezzi. sarà un problema fermarlo, uno spettacolo la sfida che lo attende con Curry. Quando si comincia?

Nba Finals 2017: dall’altra parte dell’oceano lo chiamano ‘The Shot’

Klay Thompson

Una raccolta firme per vederlo giocare in un’altra squadra da protagonista assoluto la vogliamo fare? Parlare di questo giocatore come terzo violino, a mio modo di vedere non ha senso: un paradosso per l’eccesso di talento offensivo e non solo. Klay è in grado di essere decisivo in entrambe le metacampo, ma in questi playoff non si sta di certo mettendo in mostra come al solito. Avrà aspettato le finali per mettere in mostra il suo potenziale? Se dovesse essere così per Cleveland sono guai seri: se lo consideriamo la terza opzione offensiva della squadra, probabilmente è il migliore della storia NBA.

 

Nba Finals 2017: Klay Thompson sfida Kevin Love

Draymond Green

Il leader emotivo dello spogliatoio, ha raccolto la testimonianza cestistica di Dennis Rodman. Cattivo, tosto, ma anche intelligentissimo sul campo da pallacanestro. Non a caso la sua assenza in gara 6 lo scorso anno è stata uno dei principali fattori della rimonta di Cleveland. Non vede l’ora di cominciare: ha già minacciato pubblicamente tutti i Caveliers, brucerebbe l’intero stato dello Ohio, ma nonostante tutto è stato il primo a congratularsi con gli avversari al termine delle Finals 2016. Uomo vero…

Nba Finals 2017: Draymond Green si congratula con Lebron dopo gara7

Kevin Durant

Dovendo scegliere il giocatore più atteso di tutti nella serie, la scelta ricade gioco forza su di lui. Corteggiato da tutta l’NBA, Kevin ha fatto una scelta solo ed esclusivamente in ottica titolo e adesso finalmente scopriremo se ha fatto bene. Chi insiste nel discutere il talento del numero 35 sul campo da basket, andrebbe ricoverato, ma una cosa è certa: in termini di carisma Kevin non è un mostro. Questa è l’occasione per zittire tutti (forse) e togliersi l’etichetta di ‘bello ma non balla’, ovvero giocatore fortissimo senza anello al dito. Per farlo però, dovrà rinunciare agli standard OKC, e darsi da fare maggiormente in difesa. Già ha dimostrato di esserne in grado, ma lo sappiamo tutti: la finale è un’altra cosa. E lo aspetta Lebron…

Nba Finals 2017: Durant e James ai tempi di Okc – Miami

Lebron James

L’ultima novità degli scienziati NBA è quella di decidere chi sia il più forte tra lui e Michael Jordan. Noi ci godiamo semplicemente le sue giocate e sia chiaro: sono qualcosa di unico e mai visto prima per tecnica, potenza fisica ed efficacia. Lebron fino ad oggi ha scherzato con gli avversari, sembrando un liceale che gioca con i bimbi dell’asilo. L’anno scorso ha completato una rimonta epica, mai vista nella storia di questo gioco e allora l’NBA gli ha messo davanti una nuova sfida: battere i due ex MVP Curry e Durant nella stessa squadra. Impossibile? Staremo a vedere, il Re può diventare una divinità!

Nba Finals 2017: Riuscirà il Re nella doppietta?