La provincia abruzzese vive il suo momento da sogno: la squadra di calcio, di mister Oddo, giocherà la finale con il Trapani, per l’approdo in serie A. Non solo, perchè a pochi metri dallo stadio Adriatico, anche l’Amatori basket, guidata da coach Salvemini, sta affrontando la Sutor Montegranaro, per un posto in A2. Andiamo a vedere il cammino delle due società, e i loro protagonisti.

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La stagione parte con una gran voglia di riscatto, dopo la scottante delusione nel campionato 2014/2015, terminato con il doppio pareggio contro il Bologna, che ha portato gli emiliani in serie A a fronte del miglior piazzamento in classifica.
In panchina il Pescara riesce a trattenere Massimo Oddo, idolo locale, che proprio con i biancazzurri sogna di ottenere una storica promozione. Si conferma maggior parte del gruppo che ha ben figurato nella stagione passata, con qualche innesto di qualità.

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A difendere i pali Vincenzo Fiorillo, da giovane etichettato come il nuovo Buffon. In difesa, dopo la riconferma di Zampano e Fornasier, viene aggiunto un veterano del campionato di serie A, il nazionale argentino Hugo Campagnaro, oltre al giovane Crescenzi, in prestito dalla Roma. Centrocampo affidato al capitano Ledian ‘Memu’ Memushaj, i giovani Verre e Mandragora, in prestito rispettivamente da Roma e Juventus, e Ahmad Banali, cresciuto nelle giovanili del Manchester City. In attacco dopo la conferma dell’esterno di proprietà Gianluca Caprari, la dirigenza mette a segno un colpo estivo magistrale, l’attaccante Gianluca Lapadula, dopo l’ottima stagione con il Teramo calcio, in lega Pro. A Gennaio poi si aggiungono al reparto Daniele Verde, e Cristian Pasquato. Età media della squadra: 25,9 anni.
Dopo una prima fase di alti e bassi, la stagione del Delfino vive una svolta tra la fine del girone di andata, e l’inizio di quello di ritorno. I biancazzurri vengono trascinati letteralmente dalle giocate del bomber Lapadula, conteso ora da molte società di serie A, e viaggiano stabilmente nei piani alti della classifica, sognando la promozione diretta.
Poi, dalla venticinquesima giornata di campionato, un’improvvisa flessione: solo tre punti in nove partite, che rischiano di compromettere addirittura i playoff.
La società è bravissima a mantenere la fiducia nel gruppo e nel suo condottiero Oddo, che capisce di dover semplicemente ricaricare le batterie e la testa di un gruppo giovane.
Il Pescara chiude alla grande la stagione, grazie soprattutto alle 27 reti di Lapadula, e alla fine è quarto. Ora bisogna aspettare la vincente tra Novara e Bari.

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I playoff

Terminato quarto in stagione regolare, il Pescara attende la vincitrice della sfida tra Novara e Bari. Lo scontro tra le due formazioni termina in maniera rocambolesca, con i lombardi che passano il turno con un rocambolesco tre a quattro nella gara di ritorno contro i pugliesi ottenuto in inferiorità numerica, dopo essere stati rimontati in vantaggio per tre reti a zero.
La concetrazione degli uomini di Oddo è altissima già nella gara di andata, e il Pescara riesce a dettare i ritmi di gioco sin dal calcio di inizio. Sembra stanco il Novara, e la partita di andata al Silvio Piola, termina per 0-2, grazie ai goal del solito Lapadula e di Torreira.
La finale ora, sembra ad un passo, ma guai rilassarsi, bisogna tenere alta la concentrazione.
La gara di ritorno si apre nel migiore dei modi. Ad aprirla dopo soli due minuti ci pensa, indovinate un po’, Gianluca Lapadula, su assist al bacio di Pasquato. Dopo la mezz’ora di gioco, è lo stesso Pasquato a chiudere i giochi. Troppo timida la reazione del Novara che alla fine si arrende per 4-2 (doppietta di Verde per i biancazzurri), pareggiando temporaneamente la partita con l’autorete di Zampano, e il goal di Buzzegoli.

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Il Trapani e la finale del riscatto

Ad attendere il Pescara in finale, ci sarà il Trapani di Serse Cosmi, forte di avere a disposizione due risultati su tre (non valgono i goal fuori casa, per il miglior piazzamento in classifica). Come la stagione passata quindi, nella quale gli abruzzesi furono più volte sfortunati, centrando più volte la traversa nemica.
Oddo intanto, cerca di caricare i suoi, consapevole di quanto possa essere difficile prevalere in due gare, di cui una al Provinciale di Trapani, dove i siciliani faranno di tutto per trascinare i proprio beniamini.
Sicuramente il Pescara farà di tutto per riscattare la delusione della stagione scorsa contro il Bologna, consapevole che occasioni come queste difficilmente capitano una terza volta.

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Amatori Pescara

Anche la Pescara cestistica ha concluso l’annata precedente con una delusione: l’Amatori infatti, dopo essere terminata quarta in classifica, viene eliminata in semifinale, per mano di Agropoli, vera schiacciasassi del girone D di quell’anno. Altro sport, stessa scelta di puntare forte sul gruppo del campionato precedente. Scelta coraggiosa, dato che il campionato di serie B 2015/2016 è stato appena riprogettato, ed è diventato così il terzo a livello nazionale. Confermato coach Salvemini, allenatore esperto e molto bravo a far crescere i giovani, il gruppo lavora con entusiasmo e personalità sin da subito.

Coach-Salvemini
Un gruppo vincente, dove viene rispettato ed esaltato il ruolo di ogni singolo giocatore. Difesa solidissima, in attacco ci si affida a Simone Pepe, giocatore del vivaio, che vive un momento di forma sbalorditiva, e viene assecondato dal resto della squadra anche nei momenti più bui. In cabina di regina poi, c’è un ragazzino di 44 anni, tale Stefano Rajola, dal glorioso passato, che nei momenti clou delle gare dimostra di essere ancora decisivo, infondendo carattere e sicurezza ai compagni. Completano il quintetto, la guardia/ala classe ’97 Marco Timperi, uno dei migliori giovani del campionato, il ‘quattro atipico’ Emidio Di Donato, e il lungo Valerio Polonara, fratello maggiore di Achille, protagonista con Reggio Emilia. Dalla panchina entrano a portare la loro freschezza i giovani Cristian Di Fonzo, Matteo Timperi, Giangiacomo De Vincenzo, Matteo Bini e Stefano Tagliamonte.
Il campionato dei pescaresi procede costantemente in zona playoff, fino a quando, complice l’innesto del lungo Andrea Capitanelli, viene inanellata un sorprendete striscia di 14 vittore consecutive, che permettono di terminare la stagione regolare al quinto posto.

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I playoff

Il primo scoglio della postseason, prevede per la truppa di Salvemini un durissimo derby. L’avversario è il Campli, formazione abruzzese dal glorioso passato cestistico, che vanta un pubblico casalingo tra i più caldi della categoria. I quarti sono al meglio delle tre gare, e proprio in quella di esordio i pescaresi vengono sconfitti 67-55. La forza dei gruppi vincenti, però, viene fuori nei momenti di difficoltà, e Pescara si impone prima in casa 86-55, poi di nuovo in trasferta 40-55.
In semifinale ora, bisogna superare uno scoglio durissimo, la capolista San Severo. Se il pubblico di Campli è tra i più caldi, quello di San Severo è sicuramente il più caloroso del girone. Il turno stavolta è al meglio delle 5 gare, e di nuovo gara 1 sembra essere indigesta agli abruzzesi. Poco male, il riscatto avviene nella gara successiva, vinta a domicilio 81-73. Quando si torna tra le mura amiche, gli uomini di Salvemini non sbagliano un colpo, imponendosi in entrambe le gare interne, centrando così la finale.

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L’ultima battaglia

Sempre al meglio delle 5 gare, sempre con il fattore campo a sfavore, ma a questo gruppo ormai niente sembra impossibile. L’avversario è la Poderosa Montegranaro, città che vanta diversi anni nella massima serie, e un roster lunghissimo e di assoluto livello.
Gara 1 termina con i padroni di casa vittoriosi per soli cinque punti, dopo due tempi supplementari, con gli ospiti che sciupano un vantaggio di sei lunghezze nel finale, dovendo rinunciare alla guida di Rajola negli ultimi minuti, uscito per cinque falli.
Una sconfitta che rappresenta un’autentica mazzata, capace di destabilizzare qualsiasi gruppo, non quello di Salvemini, che si rialza subito e fa sua un’emozionante gara 2 con il punteggio di 66-69.
Adesso arriva il difficile: due gare casalinghe al pala Elettra che potrebbero consegnare alla società un traguardo bellissimo, ma c’è da scommettere che Montegranaro venderà cara la pelle.

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Orgoglio cittadino

Una cosa è certa: annate sportive come questa sono veramente rare, e i pescaresi devono essere orgogliosi del lavoro svolto dalle due società cittadine.
Guarda caso poi gli ingredienti scelti sono gli stessi, visto che entrambe le squadre hanno puntato forte su giocatori giovani, dandogli modo di crescere e maturare nel corso della stagione.
Ora più che mai bisogna sostenere le due squadre, perchè alla fine dei conti, stadio o palazzetto che sia, è il nome di Pescara ad essere gridato a squarciagola.
Se dovesse arrivare una storica doppietta, i tifosi potrebbero sfoggiare con orgoglio il nome della propria città, scrivendolo con tutte le “A” maiuscole… PescArA!!

 

#pescara sport

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