Nell’edizione del Roland Garros del 2003, un gigante olandese sfiorò l’impresa della vita; infatti, Martin Verkerk, all’epoca sconosciuto alle grandi platee , andò vicno al colpo grosso nello Slam francese quando arrivò (da semi-sconosciuto) all’atto conclusivo del torneo. Andiamo a rivivere quello straordinario torneo e la carriera di una grande meteora del tennis moderno.

A 15 Km da Rotterdam c’è Leiderdorp , una delle città più antiche dell’Olanda meridionale. In questo paese di circa 26mila abitanti nacque nel 1976 Martin Verkerk, tennista olandese che sfiorò l’impresa della vita al Roland Garros del 2003. La vicenda ebbe un grande impatto meditico e fu considerata una cavalcata storica. A rendere ancor più straordinario il cammino dell’olandese erano le sue caratteristiche di gioco non adatte perfettamente alla terra battuta (le sue lunghe leve ed il suo servizio facevano di lui un temibile giocatore da superfici rapide). Dopo quella stagione d’oro però , la carriera dello “spilungone” olandese non ha avuto altri picchi ed i numerosi problemi fisici lo hanno costretto ad abbandonare il circuito Atp per dedicarsi prima ai circuiti Challenger e Future e al ritiro nel 2009.

Gli inizi e l’ingresso nella Top100

Martin Verkerk (198 cm) diventa professionista nel 1996 e trascorre i primi sei anni della sua carriera nei ciruciti minori (Challenger e Future). Nel 2002 entra per la prima volta nella top100 grazie alle vittorie in due tornei del circuito Challenger ed arriva per la prima volta ai quarti di finale in un torneo Atp (Indianapolis), battendo in sequenza Ljubicic, Popp e sfruttando il ritiro di Henman al terzo turno. Chiude il 2002 da n.86 del mondo.

L’esplosione nel 2003 ed il Roland Garros.

Il vero salto di qualità però arriva nel 2003, stagione stellare sotto il punto di vista dei risultati. Il 2 febbraio del 2003 vince il suo primo titolo nel cirucito maggiore a Milano; in finale supera in un’epica battaglia Evgenij Kafelnikov , ex n.1 del mondo e vincitore di due titoli dello Slam in singolare (con i  titoli vinti in doppio gli Slam sono 6). Verkerk vince la partita in tre set (6-4 5-7 7-5) e mette a segno 30 aces. Ottiene i quarti di finale nel Master Series (e già , un tempo si chiamavano così) di Roma dove viene sconfitto proprio da Kafelnikov e viene battuto in semifinale all’Atp di St.Polten.
Si presenta al Roland Garros (alla sua terza apparizione in uno Slam) da n.46 delle classifiche mondiali ed ottiene un buon sorteggio al primo turno dove affronta il croato Zeljko Krajan ; l’olandese si impone in tre set (6-3 6-4 6-4) ed approda al secondo turno dove affronta Luis Horna (giustiziere al primo turno del n.5 del seeding Roger Federer); Verkerk è sfavorito, il peruviano è uno specialista della superficie ed il match , nonostante ciò, si trasforma in una battaglia. Il sudamericano si porta avanti 2 set a 1 ma è costretto a subire la rimonta a suon di Aces di Verkerk: il risultato finale è a favore del campione dell’Atp di Milano (4-6 6-4 4-6 7-5 6-2). La grande cavalcata al Roland Garros continua con la vittoria contro la testa di serie n.29 del tabellone Vincent Spadea (5-7 6-4 6-2 7-5); per la prima volta in carriera , a 27 anni, arriva alla seconda settimana di un torneo dello Slam. Ad attenderlo agli ottavi di finale c’è il n.11 del mondo ed ex n.5 del mondo Rainer Schuttler : il nativo di Leidedorp sfodera una prestazione sensazionale ed il tedesco deve alzare bandiera bianca senza possibilità di difendersi. Il risultato finale è di 6-3 6-3 7-5 a favore di Martin. Tutti i media iniziano a parlare dell’impresa di Verkerk, in Olanda si festeggia per la vittoria contro un Top player in uno Slam.
Ai quarti di finale però , il tabellone non sembra lasciare alcuna speranza all’olandese: dall’altra parte della rete c’è Carlos Moyà , vincitore di Parigi nel 1998 (in finale vinse contro Corretja)  ed ex numero 1 al mondo. L’olandese gioca senza pressioni e parte fortissimo e vince i primi due set a suon di aces e rovesci vincenti; Moyà è incredulo ma riesce a reagire aggiudicandosi il terzo ed il quarto set. Si va al quinto ed il favorito è chiaramente lo spagnolo: Verkerk però non crolla psicologicamente , risponde colpo su colpo ed allunga la partita. Come ben sapete, in tutti gli Slam (eccezion fatta per gli Us Open) non c’è il Tiebreak al set decisivo e le partite possono diventare delle vere e proprie maratone. La partita va avanti in perfetta parità fino a quando l’olandese non ottiene il break decisivo e chiude 8-6. Il gigante cade a terra tra le lacrime e non riesce a capacitarsi dell’impresa; il risultato finale è 6-3 6-4 5-7 4-6 8-6 .

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Guillermo Coria è il suo avversario in semifinale: l’argentino viene dalla vittoria al Master di Amburgo, ha sconfitto ai quarti Andrè Agassi ed è motivato a vincere il suo primo titolo dello Slam. Nessuno però ha fatto i conti con il momento magico che sta vivendo Verkerk. La semifinale è una lotta di nervi, ma bastano tre set al n.46 del mondo per ottenere una vittoria insperata. Finisce 7-6 6-4 7-6 , è finale!
Nell’atto conclusivo del torneo c’è Juan Carlos Ferrero , specialista della superficie e finalista nell’anno precedente; “Mosquito” ha ancora il dente avvelenato per l’esito della finale del 2002 quando fu sconfitto da Albert Costa soprattutto a causa dei suoi problemi fisici. Lo spagnolo è il numero 3 del Ranking ed era considerato il favorito del torneo già all’inizio della maifestazione. Per la prima volta nel corso del Roland Garros 2003 , Verkerk appare impaurito dalla grandezza dell’evento e dell’avversario. Il match non ha storia e lo spagnolo si impone tre set a zero (6-1 6-3 6-2) . Al momento della premiazione , il pubblico omaggia Verkerk calorosamente, autore di un torneo epico in cui è stato vicino ad ottenere un’ impresa assoluta che rimarrà nei cuori degli appassionati di questo bellissimo sport.