Dopo la vittoria del master 1000 di Montecarlo, Rafa Nadal si candida come principale antagonista del numero 1 al mondo. Chi sarà il campione dello Slam francese?

Djokovic e un sogno chiamato Grande Slam

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Nessuno, nessuno nella storia del circuito ATP è mai riuscito a portare a casa ognuno dei 4 principali tornei del circuito nello stesso anno (era Open). Negli ultimi anni però il serbo ha fatto sembrare questa autentica follia sportiva, qualcosa di concretamente raggiungibile. Qualche numero? Prima del torneo del Principato, Nole è stato finalista in 11 Masters 1000 su 11, ha vinto 24 set consecutivamente, 22 partite di fila nei Masters 1000 e 14 partite di fila complessivamente, dal ritiro contro Lopez per la congiuntivite a Dubai. Poi, proprio nell’ultimo torneo disputato, un clamoroso stop avvenuto per mano del classe ’93  Jiri Vesely in 3 set (6-4, 2-6, 6-4). Sicuramente un piccolissimo campanello di allarme si è acceso: normale calo fisiologico? La sensazione è che sia proprio così, e che probabilmente il numero uno al mondo abbia approfittato dell’uscita anticipata per ricaricare al meglio le batterie in vista del proseguo della stagione.
Ora però, per provare a raggiungere l’obiettivo, dovrà vincere per la prima volta in carriera il Roland Garros, unico torneo dello Slam che ancora manca alla sua ricchissima bacheca.
Siamo sicuri che, vedendo in televisione il trionfo di Nadal, si sia messo già al lavoro più determinato che mai, consapevole del fatto che il maiorchino venderà cara la pelle.

Il ritorno del re della terra rossa

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Non può finire così!“. Questo sembra aver gridato al mondo Rafael Nadal, con la sua vittoria a Montecarlo. Dopo quasi due anni dall’ultimo 1000 vinto (Madrid 2014), l’attuale numero cinque (sì cinque!) al mondo, è tornato alla ribalta prepotentemente disputando un torneo memorabile. Sicuramente avrà fatto gongolare di gioia tutti i suoi fan, preoccupati dall’atteggiamento quasi remissimivo del loro beniamino nelle ultime due stagioni. Ma “mai dire mai” con lo spagnolo e infatti, partita dopo partita, la forma fisica e l’atteggiamento da combattente sembrano tornati quelli di un tempo. Già, perchè se pensate che il tutto sia arrivato attraverso un tabellone facile, e non senza soffrire, vi state sbagliando di grosso: 15 palle break annullate contro Thiem, sotto di un set contro Andy Murray, e raggiunto per un set pari in finale da un Monfils mai domo, Nadal ha risposto colpo su colpo e proprio dopo la vittoria del torneo ha dichiarato di aver capito di essere tornato quello di un tempo.
Adesso tornerà in campo a Barcellona per raggiungere il nono successo in terra catalana (come gli è riuscito a Montecarlo) e per consolidare la ritrovata fiducia.
L’obiettivo? Arrivare pronto per il Roland Garros, dove potrebbe conquistare la tanto attesa decima “coppa dei moschettieri”.

Stan Wawrinka

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Parlare di outsider quando si nomina il campione uscente, sembra un’eresia; eppure l’inizio di stagione dello svizzero e la recente disfatta proprio per mano di Nadal, non lo fanno sicuramente partire tra i favoriti in questo momento. Le memorabili prestazioni dello scorso Roland Garros, sembrano un lontano ricordo, ma mai sottovalutare “Stan the Man”, capace di accendersi in qualsiasi momento.

Andy Murray

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Nello Slam francesce non ha mai raggiunto la finale, ma è doveroso nominare il numero 2 al mondo, anche in virtù dei progressi maturati sulla terra battuta negli ultimi anni.
La sensazione, ad oggi, è che la scalata sia troppo dura per lo scozzese, specialmente dopo le prestazioni contro Paire e Nadal proprio a Montecarlo. Staremo a vedere…

Gli outsider

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Gael Monfils ha dimostrato di poter tenere testa anche ai migliori nell’ultimo 1000 e di aver raggiunto una piena maturità di gioco. Proprio nel finale, però, il francese si è arreso, dimostrando di avere ancora qualche piccola lacuna a livello di concentrazione, per dei top player come Djokovic e Nadal.
Doveroso nominare fino al giorno del suo ritiro, Roger Federer, anche se la terra battuta, specialmente dopo il recente infortunio, sembra essere l’ultima superficie plausibile per un nuovo, clamoroso trionfo.
Chiudiamo con la possibile mina vagante Dominc Thiem; il giovane austriaco è il secondo giocatore del circuito nel 2016 per partite vinte ( 26 vittorie e 7 sconfitte ) e sembra essere l’unico in grado di impensierire i big. “The Dominator” (questo è il soprannome del n.15 del Ranking) ha già battuto quest’anno Nadal sulla terra rossa ed ha impensierito Djokovic sul cemento americano. Se solo sfruttasse di più le palle break…